Carissimi tutti,

come avrete notato, ultimamente tengo molto meno aggiornato il blog, per un duplice motivo. Innanzitutto, i progressi con la riabilitazione uditiva si sono stabilizzati. Ci sono quindi “meno” cose da scrivere, anche per il semplice fatto che ho diminuito drasticamente la logopedia casalinga. E diminuendo il lavoro inevitabilmente diminuiscono anche i progressi. Il secondo motivo è invece il fatto che tutte le mie energie e le mie risorse sono state rivolte al meeting “Senti chi parla”, tenutosi l’11 maggio a Roma (qui il volantino della giornata), di cui sono stato uno degli organizzatori e relatori.

Le emozioni in quella giornata sono state tante, e altrettante le soddisfazioni. La sala – 250 posti a sedere – era piena, e abbiamo dovuto rifiutare alcune richieste di iscrizione. La cosa più bella da vedere è stato il ribaltamento dei ruoli: fra il pubblico tanti professionisti (medici – sopratutto logopediste, rappresentanti delle ditte di impianti cocleari, un dirigente dell’INPS, rappresentanti di associazioni di sordi) ma sopratutto tanti genitori di bambini sordi, e come relatori persone sorde o genitori di persone sorde.

Come relatore c’ero anche io, un intervento elaborato a quattro mani: le mie per la parte scritta, quelle di Tommaso Marini, ottimo designer grafico, per la parte grafica. Purtroppo è stato uno degli interventi più noiosi, ma è stato necessario. Il tema era infatti quello delle problematiche delle persone sorde, in particolare dal punto di vista normativo. E’ una sintesi, ed è basata sulla nostra esperienza e su quelle raccontate dagli iscritti al gruppo facebook “Affrontiamo la Sordità Insieme” (qui il link)
Per ogni problema abbiamo descritto prima il contesto normativo, e poi quello che realmente succede, con una piccola proposta per cambiare lo stato delle cose.
E’ da segnalare che la normativa non si è adeguata ai tempi, ed è rimasta ancorata a leggi e concetti di anni fa. Ad esempio, un tempo era impensabile che ci potessero essere persone sorde con il desiderio di essere liberi professionisti. Ora, fortunatamente, succede ma, per riuscirvi, il percorso è complicato.

Chi si affaccia al mondo della sordità, sopratutto se genitore, si tranquillizzi: le problematiche sono difficili, ma si superano. Noi autori di questo video siamo perfettamente integrati nella società. Ce l’abbiamo fatta, ma continuiamo ad aver bisogno di aiuto da uno Stato Sociale solidale. E sopratutto hanno bisogno di aiuto i bambini con disabilità uditiva.

Qui potete vedere i video della presentazione (parte 1 e parte 2) , mentre qui potete scaricare il PDF della stessa.

Se non volete nè video nè pdf ecco qui il testo degli slides…

PROBLEMI CLASSIFICATI IN BASE ALLA TIPOLOGIA

CULTURA
1. Carenza di corrette informazioni sugli impianti cocleari
2. Assenza di servizi sms per le emergenze e di tesserino di riconoscimento in caso di incidente.
INFANZIA
3. Assenza di screening uditivo neonatale.
INTEGRAZIONE SCOLASTICA
4. Assistenza scolastica non adeguata.
5. Sportello disabili università funzionante di nome ma non di fatto.
INTEGRAZIONE LAVORATIVA
6. Discriminazione nei luoghi di lavoro e inserimento lavorativo.
7. Competitività di un lavoratore autonomo sordo nel libero mercato del lavoro.
COMMISSIONI MEDICHE
8. Errori da parte di medici certificatori/patronati nella compilazione delle domande di invalidità civile.
9. Bambino (o adulto, se con sordità insorta prima dei 12 anni) non riconosciuto Sordo Civile (l.381) perché “sa parlare bene”.
10. Disabile uditivo spesso non riconosciuto “handicappato con connotazione di gravità”  (l.104).
AGEVOLAZIONI ED INCENTIVI
11. Assenza di centri di riferimento regionali diffusi, e necessità di viaggi sud-nord Italia non supportati,
12. Nessuna esenzione ticket per esami relativi alla sordità.
13. Alcuni elementi necessari per il funzionamento dell’impianto non sono passati (es: pile) e sono molto onerosi.
14. Necessario periodo di prova prima di impianto cocleare, da fare con protesi. Spesa per le famiglie elevata, le protesi sono molto costose.
DISSERVIZI ASL
15. Upgrade per impianto cocleare negato (passaggio da un modello precedente ad uno più recente sul mercato).
16. Acquisto protesi, disparità fra ASL ed ASL (e fra cittadino e cittadino).
17. Tempi di attesa alla ASL lunghissimi anche per servizi fondamentali per i bambini, come la logopedia.
18. Tempi lunghissimi alle ASL per ottenere i pezzi di ricambio che pure sono previsti per legge.

CULTURA

PROBLEMA
Carenza di corrette informazioni sugli impianti cocleari.
COSA PREVEDE LA LEGGE
Corretta informazione medico-paziente con spiegazione di tutte le metodologie riabilitative disponibili.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
A partire dai medici di famiglia, sino ad arrivare ad alcuni specialisti otorini, in alcuni casi l’impianto cocleare viene descritto come intervento chirurgico invasivo, pericoloso e quindi da non consigliare in nessun caso.
Per contro, altri spingono verso l’impianto, senza effettuare il periodo di prova con le protesi e senza spiegare che l’intervento è solo il primo passo di un lungo percorso: successivamente occorrono logopedia, mappaggi e ulteriori visite.

PROBLEMA
Assenza di servizio SMS per le emergenze e di tesserino di riconoscimento in caso di incidente.
COSA PREVEDE LA LEGGE
Non esistono normative in merito.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Esistono, su iniziativa volontaria di associazioni, ed in collaborazione con le locali autorità competenti (p.es: Questura, Carabinieri) servizi ponte che consentono di segnalare un emergenza mandando un SMS ad un numero specifico. Il sevizio è poco pubblicizzato, molto farraginoso e sopratutto ad estensione locale.
Al momento delle dimissioni è consegnato al paziente un tesserino contenente i dati dell’impianto e l’indicazione che la persona è portatore di impianto cocleare, per segnalare la controindicazione alla Risonanza Magnetica. Il tesserino, in caso di incidente, non è immediatamente identificabile dal soccorritore, e non sempre viene chiaramente compreso.
Si propone di estendere su base nazionale il servizio SMS, adottando una unica procedura e un unico numero di riferimento cui inviare il messaggio. Si propone inoltre che le tessere sanitarie o i documenti di riconoscimento riportino l’informazione sulla presenza di un impianto cocleare e le sue controindicazioni.

INFANZIA
PROBLEMA
Assenza screening uditivo neonatale.
COSA PREVEDE LA LEGGE
Non è presente una normativa nazionale che obblighi allo screening uditivo neonatale. Solo alcune regioni (Liguria, Marche, Campania, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia,Toscana e Lazio) lo hanno reso obbligatorio.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
La tardiva scoperta della sordità ha conseguenze estremamente negative, rendendo difficoltosa la presa in carico del bambino ipoacusico nel suo percorso di apprendimento ed integrazione sociale.
Inoltre, pur essendo obbligatorio in alcune regioni, mancano spesso gli strumenti ed il personale dedicato per effettuare l’esame.
La proposta è quella di rendere obbligatorio lo screening uditivo neonatale in tutto il territorio, dotandolo di appositi fondi.

INTEGRAZIONE SCOLASTICA
PROBLEMA
Assistenza scolastica non adeguata.
COSA PREVEDE LA LEGGE
La Legge 104/92 in primis, e le recenti normative sui BES (“Bisogni Educativi Speciali – BES”) propongono un modello educativo inclusivo nella scuola, prevedendo fra le altre cose:
la figura dell’insegnante di sostegno/dell’assistente alla comunicazione;
il diritto all’istruzione di ogni ordine e grado (non si può impedire l’iscrizione scolastica ad un bambino disabile);
l’eliminazione delle barriere comunicative per gli alunni con disabilità uditiva nelle scuole, dotando le aule di adeguata luminosità, insonorizzazione e/o sistemi di comunicazione ad induzione magnetica;
il potenziamento dei Centri Territoriali di Supporto (CTS) ora CTI (Centri Territoriali per l’inclusione).
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Nella realtà quella dei genitori è una lotta continua ed estenuante. In alcune scuole private o religiose l’iscrizione è stata rifiutata, motivando tale decisione con la disabilità uditiva del bambino. Gli insegnanti di sostegno, nonostante siano stati richiesti, sono sempre meno a causa dei tagli alla pubblica istruzione, per cui spesso le ore di sostegno pro capite sono insufficienti. Infine l’eliminazione delle barriere architettoniche è semplicemente un miraggio.

PROBLEMA
Sportello disabili università funzionante di nome ma non di fatto.
COSA PREVEDE LA LEGGE
La L. 17/1999, che integra e modifica la L.104/1992, tutela gli studenti iscritti alle università, garantendo “sussidi tecnici e didattici specifici”, l’impiego – per il superamento degli esami universitari – di “specifici mezzi tecnici in relazione alla tipologia di handicap” e l’istituzione di un “docente delegato dal rettore con funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto di tutte le iniziative concernenti l’integrazione nell’ambito dell’ateneo”.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Gli sportelli per l’integrazione degli studenti disabili, ove esistenti, sono poco attenti alle esigenze dei disabili uditivi con impianto cocleare, concentrandosi sull’esigenza di interpretariato mediante Lingua dei Segni e senza sfruttare quindi tecniche moderne come sistemi FM, aule ad induzione magnetica e sistemi di respeaking. I servizi di tutoraggio sono spesso improvvisati e basati sull’impegno di studenti volontari. Inoltre i professori universitari spesso sono poco disponibili ad ascoltare le esigenze dello studente (basterebbe non mettere il microfono davanti alla bocca…).

INTEGRAZIONE LAVORATIVA

PROBLEMA
Discriminazione nei luoghi di lavoro e inserimento lavorativo.
COSA PREVEDE LA LEGGE:
La L.68/1999 prevede il collocamento mirato delle persone disabili. Le aziende, sia pubbliche che private, sono obbligate ad assumere nel proprio organico una percentuale di personale disabile in base alla dimensione dell’azienda. Le assunzioni sono agevolate sia attraverso una fiscalizzazione minore del lavoratore disabile sia attraverso contributi ed incentivi finanziati dalle regioni e dalle province.
E’ creato un servizio, al centro per l’impiego, dedicato esclusivamente a queste persone, per favorire l’incontro fra soggetto disabile e azienda.
Sono previste sanzioni pecuniarie per le aziende che non rispettano la legge.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
La sanzione è minore del costo annuale di un dipendente, per cui le aziende preferiscono pagare la sanzione piuttosto che assumere un disabile.
Inoltre i controlli sono minimi perché le ispezioni di verifica sono pochissime: 195 ispezioni nel 2009 in tutta Italia. La proposta è di aumentare i controlli sulle ditte e di rendere maggiormente cogente la l.68/99.

PROBLEMA
Competitività di un lavoratore autonomo sordo nel libero mercato del lavoro.
COSA PREVEDE LA LEGGE:
La legge non prevede alcuna agevolazione per il disabile uditivo che intende intraprendere l’attività di libero professionista.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Il libero professionista audioleso è discriminato nel libero mercato: ha maggiori costi di gestione nell’attività (ad esempio dovrebbe necessariamente assumere una segretaria per gestire le telefonate) e più in generale, per ignoranza ed altro, il professionista sordo non ha sufficiente credibilità presso i possibili clienti.
Si propongono riforme che possano agevolare lo sviluppo delle piccole imprese gestite da disabili. Ad esempio decurtando da 21% a 4% o 10% l’IVA nelle fatture emesse.
COMMISSIONI MEDICHE

PROBLEMA
Errori da parte di medici abilitati/patronati/associazioni nella compilazione delle domande di invalidità civile.
COSA PREVEDE LA LEGGE
La procedura di domanda per l’accertamento delle minorazioni civili, di handicap e per la disabilità si articola in due fasi:
1. compilazione del certificato medico da parte di un medico abilitato;
2. presentazione telematica all’INPS direttamente, tramite Patronato o tramite le associazioni di categoria dei disabili.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Alcune persone riferiscono che i medici abilitati ed i patronati stessi commettono errori in fase di presentazione delle domande, confondendo i termini di “Invalido civile”, “Sordo civile” e “portatore di handicap”. Si verificano quindi casi di mancato riconoscimento di “Sordo civile” per errore nella domanda, e non delle commissioni mediche.
Si propone di effettuare campagne di sensibilizzazione e di informazione aventi come destinatari medici abilitati, i patronati e le associazioni di categoria dei disabili.

PROBLEMA
Disabile uditivo spesso non riconosciuto Sordo Civile (l.381) perché “sa parlare bene”.
COSA PREVEDE LA LEGGE
La l.381 prevede che “si considera sordo il minorato sensoriale dell’udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che gli abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio”.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Le commissioni mediche dell’INPS, in fase di accertamento dell’invalidità, se constatano che il disabile ha raggiunto buoni livelli di linguaggio, negano il riconoscimento di Sordità Civile. La cosa costituisce un evidente errore, perché la legge non prevede la valutazione del linguaggio acquisito, ma la modalità di acquisizione del linguaggio, avvenuta in modo innaturale, attraverso l’utilizzo di protesi/impianto cocleare e logopedia.
Si propone di rendere più chiara la legge, aggiungendo il comma “la valutazione deve essere fatta indipendentemente dal livello di linguaggio acquisito al momento dell’accertamento”.

PROBLEMA
Disabile uditivo spesso non riconosciuto “handicappato con connotazione di gravità”  (l.104).
COSA PREVEDE LA LEGGE
La l.104 prevede che “E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione […] sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. […] Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici”
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Una mail interna dell’INPS precisa che “ai cittadini sordi […] deve essere riconosciuta la connotazione di gravità” ma, per come è formulata, la legge è soggetta all’interpretazione della Commissione Medica, portando ad una situazione “a macchia di leopardo”: alcuni sordi sono riconosciuti con gravità, altri no. E la “non gravità”, sopratutto nel caso dei bambini, ostacola il percorso di logopedizzazione, apprendimento ed integrazione sociale.
Si propone di fare in modo che la legge sia meno soggetta all’interpretazione da parte delle Commissioni mediche..

AGEVOLAZIONI ED INCENTIVI

PROBLEMA
Assenza di centri di riferimento regionali diffusi, e viaggi sud-nord Italia non supportati.
COSA PREVEDE LA LEGGE:
Non esiste una normativa che imponga standard qualitativi per i centri che possano effettuare impianti cocleari e seguire i pazienti nella loro riabilitazione.
Alcune regioni (es: Sicilia) prevedono rimborsi parziali delle spese sostenute per i viaggi e pernottamenti nei centri di altre regioni.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
In alcune regioni mancano centri di riferimento per la presa in carico del soggetto ipoacusico destinato all’impianto cocleare, aventi esperienza riconosciuta dalla comunità scientifica. In particolare alcune persone riferiscono che sono pesanti la situazioni in Sicilia e in Calabria. Di fatto si assiste a frequenti viaggi sud-nord Italia, con costi (viaggio, pasti, pernottamenti) totalmente a carico del paziente. Le procedure di rimborso, ove esistenti (es: Sicilia) sono parziali, farraginose e spesso non sufficientemente divulgate.
Si propone di fare in modo che ci sia almeno un centro regionale in grado di seguire il paziente impiantato perlomeno nella fase successiva all’impianto (regolazione mappaggi, visite di controllo, logopedia etc etc) formando gratuitamente ed adeguatamente il personale dedicato..

PROBLEMA
Nessuna esenzione ticket per esami relativi alla sordità
COSA PREVEDE LA LEGGE
La persona riconosciuta “invalida civile” a causa della sola ipoacusia può ottenere un punteggio massimo del 65%, mentre la soglia per ottenere l’esenzione ticket è del 67%. E’ possibile ottenere l’esenzione del ticket per patologia solo per i “soggetti nati con condizioni di gravi deficit fisici, sensoriali e neuropsichici”. Alcune regioni – ma solo alcune – hanno esteso le esenzioni anche alle persone divenute sorde in età adulta.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Rimangono escluse dalla platea delle esenzioni del pagamento ticket le persone diventate sorde da adulte. Queste devono pagare di tasca propria una serie di servizi essenziali relativi alla propria patologia e al proprio percorso riabilitativo: assistenza psicologica, ticket per intervento, bendatura, mappaggi, logopedia…
Si propone di agevolare, attraverso l’esenzione del ticket, il percorso riabilitativo di quelle persone che intendono sfruttare le moderne tecnologie riabilitative.

PROBLEMA
Alcuni elementi necessari per il funzionamento dell’impianto non sono passati (es: pile) e sono molto costosi.
COSA PREVEDE LA LEGGE
La legge prevede la erogazione della manutenzione, riparazione o sostituzione di alcune parti dell’impianto cocleare, ovvero antenna semplice, magnete, microfono, speech processor e cavetto.
Alcune regioni (es: Toscana, Piemonte), attraverso delibere regionali, forniscono gratuitamente pile usa e getta o pile ricaricabili. Gli elementi accessori dell’impianto (es: cavo audio) sono completamente a carico del disabile uditivo.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
In quelle regioni in cui le pile sono previste per legge, l’effettiva fornitura dipende dal “chiaro di luna” del dirigente responsabile della ASL.
In ogni caso nelle altre regioni le pile, componente fondamentale per il funzionamento dell’impianto cocleare, sono acquisite a spese proprie del disabile uditivo. In alcune famiglie la spesa da sostenere è troppo elevata: si rinuncia all’uso dell’IC.

PROBLEMA
Necessario periodo di prova da fare con protesi. La spesa per le famiglie è elevata, visto che le protesi sono molto costose.
COSA PREVEDE LA LEGGE
E’ prevista una quota di compartecipazione da parte della ASL alla spesa necessaria per l’acquisto delle protesi acustiche. Le protesi, anche se acquistate in parte dal privato cittadino, rimangono formalmente di proprietà della ASL, che potrebbe chiederne teoricamente la restituzione.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Di fatto le protesi, una volta effettuato l’impianto cocleare, rimangono nel cassetto del cittadino, inutilizzate. C’è timore nel donarle – o nel rivenderle a costi ribassati – in quanto formalmente ancora di proprietà ASL.
Si propone di eliminare il vincolo di appartenenza alle ASL, in modo da permettere la donazione delle protesi inutilizzate, e di costituire dei centri regionali di raccolta di protesi inutilizzate ma ancora funzionanti, in modo da fornire gratuitamente le protesi acustiche per il periodo di prova pre-impianto.

DISSERVIZI ASL

PROBLEMA
Upgrade per impianto cocleare negato (passaggio da un modello precedente ad uno più recente sul mercato).
COSA PREVEDE LA LEGGE
La legge prevede, definendola “Sostituzione integrale di esoprotesi”, che è possibile sostituire ogni 5 anni, con spesa a carico del SSN, il processore esterno nei seguenti casi:
1) guasto irreparabile o smarrimento dell’attuale processore;
2) acclarato miglioramento delle prestazioni uditive (ad insindacabile giudizio del medico competente).
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Il processo di upgrade si blocca in due punti ben precisi:
1) i ritardi e l’ostracismo delle ASL, restie a finanziare tali spese;
2) il vincolo al giudizio del medico competente, che di fatto è diverso da reparto a reparto. Accade quindi che alcuni specialisti considerino i nuovi modelli sul mercato maggiormente performanti, concedendo la prescrizione al paziente, e che altri invece non siano della stessa opinione, negandola. I pazienti sono quindi discriminati a seconda del “medico competente” di riferimento.Dovrebbe essere individuato un criterio oggettivo da accompagnare al giudizio del medico (es: se la prestazione migliora in modo quantificabile).

PROBLEMA
Acquisto protesi, disparità fra ASL ed ASL (e fra cittadino e cittadino)
COSA PREVEDE LA LEGGE
La legge prevede un contributo per l’acquisto di protesi acustiche (per soggetti riconosciuti Sordi civili o per gli Invalidi civili con percentuale di invalidità superiore al 33%). Alcune ASL permettono il rimborso totale del costo sostenuto, dopo aver ottenuto l’autorizzazione per la procedura.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
La quota passata dalla ASL non è sufficiente per l’acquisto delle protesi acustiche digitali di nuova generazione, e coprono appena la spesa per l’acquisto delle vecchie protesi analogiche. La differenza di quota è a carico dell’acquirente. Inoltre è presente una forte disparità territoriale: alcune ASL permettono infatti il rimborso totale della protesi digitale, altre no. I cittadini non sono trattati in modo paritario. E, in ogni caso, dove è permesso il rimborso totale, la procedura di autorizzazione è estremamente complessa e lunga.
Si proporne di uniformare il trattamento dei cittadini: contributi totali (o parziali) ugualmente distribuiti in tutta Italia.

PROBLEMA
Tempi di attesa alla ASL lunghissimi per servizi fondamentali come la logopedia.
COSA PREVEDE LA LEGGE
Le sedute logopediche presso il centro ospedaliero sono consentite per un numero limitato di sedute. Una volta terminato il ciclo di sedute, il paziente viene preso in carico dalla ASL di appartenenza.
Il “Piano Nazionale di contenimento dei tempi di attesa per i l triennio 2006-2008” prevede che per la prestazione riabilitativa di logopedia (codice ICD9-CM V57.3) i tempi di attesa massimi siano di 30 giorni, fatti salvi tempi di attesa minori eventualmente imposti dalle singole regioni.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Un ciclo di poche sedute nel centro ospedaliero non è sufficiente per una completa riabilitazione del bambino e dell’adulto ipoacusico, e quando questo viene preso in carico dalla ASL di appartenenza, i tempi lunghi di attesa impediscono il corretto sviluppo psico-linguistico sopratutto del bambino. Di fatto le famiglie sono costrette a rivolgersi a professionisti privati, il cui compenso è interamente a carico della famiglia.
Si propone di fare in modo che le ASL inadempienti sui tempi di attesa minimi per la seduta logopedica contribuiscano perlomeno in parte alle spese di logopedia presso privati.

PROBLEMA
Tempi lunghi delle ASL per ottenere i pezzi di ricambio, che pure sono previsti per legge.
COSA PREVEDE LA LEGGE
La legge prevede la manutenzione, riparazione o sostituzione di alcune parti dell’impianto cocleare, ovvero antenna semplice, magnete, microfono, speech processor e cavetto. Inoltre la legge prevede che, una volta presentata la domanda, nel caso di prima fornitura la Asl risponda entro 20 giorni della richiesta, vigendo il silenzio assenso.
QUELLO CHE SUCCEDE E CHE COSA SI PROPONE
Nella pratica, la regola del silenzio-assenso non è utilizzata e si aspetta una risposta da parte della ASL, che, se giunge, arriva ben oltre i 20 giorni previsti dalla legge e costringe il disabile uditivo a tempi lunghissimi di attesa (es: 3 mesi per un cavetto).

Annunci