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Oggi un articolo breve, ma con tante piccole informazioni che, in futuro, potrebbero diventare grandi…

Partiamo da quelle più belle: una quindicina di giorni fa, e quindi a 11 mesi dall’attivazione, per la prima volta ho telefonato ad una persona che non fosse un amico o un familiare. L’ho fatto per portare fuori a cena mia moglie, una piccola sorpresa che prima di oggi non ero mai riuscito a fare, dovendomi appoggiare sempre a qualcuno…invece questa volta l’ho fatto da solo, completamente autonomo…per una persona udente non sembra un gran passo, ma per me lo è. La cena – un ristorante greco – è andata benone, e la conversazione telefonica è stata, dopotutto, abbastanza semplice, visto che ero io a “condurre” la conversazione.

E ancora, dopo tanto tempo sono tornato allo stadio a seguire il “mio” Pisa…e per la prima volta ho compreso due cori cantati, un “forza pisa” intervallato da battimani, e un “buffone” indirizzato all’arbitro…ma ci sarà da lavorare anche qui, tutti gli altri cori non riuscivo a seguirli, e lo speaker era assolutamente incomprensibile. Inoltre non ho assolutamente la percezione della profondità di campo della voce: mi è capitato di sentire una voce (ovviamente senza capirla), scambiarla per la voce dello speaker, ed accorgermi poi che invece era semplicemente uno che parlava al telefono alle mie spalle. Una cosa simile avviene anche in casa, quando chiedo a qualcuno dove è: non mi basta capire il “sono qui!” per localizzarlo, ho bisogno che mi dicano “sono in cucina!”. Il passo in avanti dato dall’impianto è che comunque ora capisco il “sono in cucina”, mentre con le protesi sentivo solo un rumore forte e basta.

C’è una altra novità: la stimolazione bimodale. Tranquilli, non è un gioco erotico, ma solo il portare da una parte la protesi, e dall’altra l’impianto. Porto il Naida III, una delle protesi maggiormente indicate per le sordità profonde. La scelta è stata più che altro mia, dopo aver letto ed essermi informato in rete, mentre in ospedale non sono andati oltre a un “vabbè, prova e vedi come va”. Ma perchè questa mia insistenza? Presto detto: se la sordità non è troppo grave, la protesi aiuta a sentire qualcosa sopratutto sui toni bassi, che con l’impianto sono un pò persi. Inoltre, il “doppio udito” aiuta ad avere una maggiore spazialità sonora, ed individuare quindi la fonte spaziale del suono. Il terzo motivo è che voglio tenere l’orecchio “allenato” a sentire, fosse anche quel poco che riesce ad arrivare, in modo da avere maggiori possibilità di successo nel caso decida di fare un secondo impianto.
Ma, per ora, come sta andando? Non benissimo. In parte perché non è “per tutti”, ci sono delle linee guida per l’individuazione delle persone adatte, ed occorre trovare un audioprotesista che sappia applicare le indicazioni per la stimolazione bimodale. Ma sopratutto non va bene perché non sento quasi nulla. La curva audiometrica è praticamente la stessa di quella che avevo nell’orecchio impiantato prima dell’operazione, quindi con un recupero non ottimo ma comunque sufficiente, ciononostante sento solo dei rimbombi, e talvolta una sensazione come di solletico. Inoltre, sopratutto i primi giorni, quando c’era un rumore forte letteralmente avevo i giramenti di testa. Per fortuna la cosa sta passando, e sopratutto non ho mai avuto mal di testa, nemmeno dopo essere andato allo stadio. Comunque è un campo nuovo, che approfondirò in futuro.

Infine, gli esercizi di logopedia. Chiaro che non li ho abbandonati, anzi li faccio ancora, ma sono più integrati nella vita quotidiana. In questo momento ascolto i telegiornali della rai, visibili in streaming sul sito di rai replay. Sono una mezz’oretta di ascolto, e la preferisco alla radio, perché ho le immagini che mi aiutano a contestualizzare la notizia, e ci sono spesso primi piani che mi permettono, se non ho capito una parola, di tornare indietro e di leggere il labiale del giornalista. Inoltre la voce, pur essendo spesso veloce, è chiara e pulita e non, come succede nei film, coperta dalla musica di fondo. Anche qui succede una cosa strana: quando faccio esercizio con qualcuno, non distinguo la voce della giornalista dalla voce di chi mi sta accanto (di solito, mia moglie o la logopedista). L’unico elemento di distinzione, molto labile, è che la voce umana mi viene detta più lentamente.

Ergo, dovrò incominciare a distinguere anche le voci delle persone dello stesso sesso, altrimenti chi la sente più mia moglie!

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