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Continuano le sedute di logopedia, con il ritmo di una per settimana. Gli esercizi più o meno si sono stabilizzati, scelgo insieme alla dottoressa un articolo tratto dal sito de “la Repubblica”, stampiamo due copie, una per me e una per lei, poi ci mettiamo in stanze separate per una conversazione telefonica (telefono fisso), prima svolta senza rumore di fondo, e in un secondo momento con il rumore di fondo (solitamente a 55 db e 750 hz). Una volta, in assenza della logopedista, sono stato affidato alle cure di una tirocinante, la quale mi ha letto un brano, non al telefono e senza rumore di sottofondo.
Ho potuto così confrontare la “resa” del mio udito in diverse situazioni…ecco qui il quadro:
– voce umana senza rumore di sottofondo: pochissime ripetizioni.
– voce telefonica senza rumore di sottofondo: necessarie alcune ripetizioni
– voce telefonica con rumore di sottofondo: occorrono diverse ripetizioni, ed è necessaria una voce lenta e bene impostata.
La cosa curiosa è che all’interno dello stesso esercizio ci sono delle frasi che scorrono veloci, e altre invece su cui faccio una fatica tremenda. Ho provato a ragionarci su…ecco le variabili.
– se le parole sono lingua non italiana (es: spending review) non le colgo. Allo stesso modo, i nomi delle persone – anche italiane – rimangono sempre una macchia bianca nella comprensione.
– se l’argomento è conosciuto, la comprensione scorre veloce.
– la posizione della cornetta incide tantissimo, e basta un millimetro a fare la differenza. La posizione ottimale che ho trovato – decisamente bizzarra – è quella di tenere il telefono (si parla di telefono fisso) in posizione quasi perpendicolare all’orecchio, con il ripetitore sopra il microfono dell’impianto. Il problema è che in questo modo l’altro ascoltatore percepisce poco la mia voce.
– il telecoil aiuta, ma non è così fondamentale nella discriminazione.
– è fondamentale la concentrazione, e la serenità. Se mi innervosisco, la mia mente diventa un muro e non comprende più niente. Se mi deconcentro, la mia mente fluttua senza ascoltare, e ti ritrovi alla fine della frase domandandoti “che ha detto?”. Esercitare la concentrazione e l’attenzione non è facile.

Oltre all’ospedale, continuano le sperimentazioni in casa, e stavolta, dopo aver attaccato il telefono e la radio (riuscite, ma non del tutto risolte) ho cominciato ad intestardirmi sulla televisione…allo stato attuale non comprendo un film sentito tramite altoparlanti, mentre capisco qualcosa se collego direttamente la TV con l’impianto tramite cavo audio. Più che capire, al momento mi rendo conto se c’è una differenza fra quello che viene detto e quello che viene scritto nel sottotitolo. In altre parole, senza sottotitoli sarei perduto. Il problema di questa situazione è che se collego l’audio della tv all’impianto, poi le altre persone che guardano il film rimangono senza audio. Come risolvere la cosa? Finalmente la nerditudine del mio fratello informatico si rivela utile, costruendo con quello che avevamo già in casa un sistema FM home made. I passi sono questi:
1 – uscita audio della TV su ripetitore FM a corto raggio (3 metri) che trasmette su una frequenza libera (es: 94.5). Nota: questi apparecchi, dal costo irrisorio, pare che ora non siano più in vendita
2 – sincronizzo la radio di casa sulla frequenza di cui sopra: le persone sentiranno l’audio del film tramite la radio.
3 – sincronizzio il mio smartphone sulla frequenza di cui sopra, e collego l’impianto allo smartphone: io sentirò tramite smartphone.

Sembra funzionare, e il primo film di cui ho capito qualcosa è stato “School of Rock”…

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