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E rieccoci qui, con la seconda parte delle domande poste ai tecnici della Cochlear…se vi siete persi qualche pezzo, o se avete bisogno dei contatti della Cochlear, andate alla prima puntata

Ic e viaggi di lunga durata: che fare?

Innanzitutto sappiate che la garanzia sull’impianto è internazionale, e vale ovunque voi siate. Per questo, prima di partire, informatevi su quale è la clinica ospedaliera più vicina. Lo fate consultando questa pagina. Li sapranno cosa fare nel malaugurato caso in cui vi si rompa l’impianto mentre siete in vacanza.
Per stare ancora più tranquilli, la Cochlear ha ideato un “Kit vacanza“, che da la possibilità possibilità di noleggiare la parte dell’unità di elaborazione.
Le modalità sono:
– versare una cauzione di € 400,00.
– pagamento di € 30,00 per sottoscrizione contratto di noleggio.
– affitto settimanale di € 50,00 + IVA 21%.
Al momento della restituzione dell’unità di elaborazione verrà resa l’intera cauzione di € 400,00 se non utilizzato; se utilizzato invece verranno trattenute € 200,00 dalla cauzione.
In ogni caso, ovviamente, portate con voi la Cochlear Card, utile all’aeroporto e contenente le mappe.

A regime l’ic ha quattro diverse mappature. Secondo la loro esperienza, che tipo di mappe consigliano di usare?

Non danno consigli, perché la valutazione delle diverse mappature spetta allo specialista della clinica, sulla base alle esigenze del paziente. Il quadro generale è quindi molto soggettivo e vario. Una persona che ha l’IC da diverso tempo mi ha detto che usa le seguenti mappe: una mappa “generale” che usa di base, una mappa per gli ambienti rumorosi (ma smorza un po’ anche le voci di chi gli è vicino), una mappa per la musica (usata solo una volta); una mappa che è un piccolo potenziamento della prima (mai usata).
Nella seconda pagina di questo documento della Cochlear ci sono i loro consigli, generici: mappa per tutti i giorni, mappa per il rumore, mappa per focalizzare un suono e mappa per la musica.
In generale, anche secondo l’ospedale, è meglio stabilizzarsi su una sola mappa e imparare ad usare bene quella: usare troppe mappe, e stare continuamente a cambiarla in base alle situazioni di ascolto portano come uniche conseguenze lo stordimento (e l’usura dei bottoncini dell’impianto).
Allo stesso modo è sconsigliata l’opzione – comunque attivabile chiedendo al mappatore – di rendere regolabile autonomamente il volume: è meglio usare un volume costante, come lo è per le persone udenti, ed abituarsi con quello. Se poi si preferisce poter regolare il volume, lo si può fare tramite i bottoncini oppure tramite il telecomando (è in dotazione per i bambini; per gli adulti no,  costa caro, lo si usa poco e non è passato dalla ASL)

Conoscono ausili abbinabili all’ic per migliorare l’ascolto in certe condizioni (es, cinema, tv, conferenze)?

La Cochlear non si occupa di queste cose, per cui non danno consigli su cosa usare e su quali ditte puntare: sul mercato ci sono tante opzioni e possibilità. In effetti, è una domandona su cui si portebbe scrivere un libro intero.

In ogni caso, in linea generica, ci sono i sistemi FM, il Telecoil e gli ausili ALD

I sistemi FM, migliorano l’ascolto in certe condizioni, come ad esempio:
– speaker distante (convegni…)
– rumore di sottofondo (riunioni affollate, lezioni scolastiche…)
– stanza con scarsa qualità acustica
– film
Allo speaker/insegnante viene chiesto di indossare un microfono trasmettitore o di tenerlo vicino, ad esempio sulla scrivania. Sull’impianto viene connessa un’antenna ricevente FM che capta il segnale del microfono e lo trasmette direttamente all’impianto.
Possono essere fatte delle mappe apposite, che bilancino il rapporto voce/rumore ricevuti dal microfono (ad es.: privilegiare la voce di chi parla anziché del rumore circostante).
I ricevitori FM compatibili con l’IC sono:
– Microlink MLxS/MLxi receiver
– Microlink CI S receiver
– Microlink Freedom
Sono tutti modelli della Phonak, e li trovate qui.
I trasmettitori invece sono universali e li trovate non solo sul sito Phonak ma anche prodotti da altre aziende.
I sistemi FM possono essere a carico del SSN previa accertamento della necessità da parte della clinica competente. Solitamente lo danno ai bambini (per l’ascolto a scuola), più difficile che lo diano agli adulti.

Il Telecoil è una bobina posizionata all’interno del processore che, quando attivata, è in grado di rilevare il segnale proveniente da un campo magnetico. In questo modo si esclude il microfono e viene trasmette solo il segnale sonoro captato senza il disturbo del rumore circostante. Il segnale può essere quello che proviene dal telefono (bobina dell’altoparlante) o da specifici dispositivi (room loops) posizionati per esempio in uffici pubblici, aeroporti o in cinema/teatri. I luoghi pubblici dotati di questi dispositivi sono contrassegnati da un simbolo blu (come questo), ma in Italia sono poco diffusi.
Per usare il Telecoil con il telefono è sufficiente pigiare il tasto superiore del Nucleus 5, ed avvicinare il telefono all’IC. Notare che non tutti i telefoni sono compatibili con l’uso del Telecoil, i cellulari meno indicati producono forti interferenze che, di fatto, impediscono l’ascolto tramite telecoil.
L’agenzia statunitense FCC ha stabilito dei criteri per valutare la compatibilità dei telefoni con le protesi o con gli impianti cocleari: M per la qualità della compatibilità microfono-telefono, T per la qualità della compatibilità bobina Telecoil – telefono. I valori vanno da 1 a 4:
T1 (scarso) – T2 (medio) – T3 (buono) – T4 (ottimo)
M1 (scarso) – M2 (medio) – M3 (buono) – M4 (ottimo)
Queste indicazioni negli USA sono obbligatorie per tutti i produttori di telefoni/cellulari, mentre in Europa vengono fatte solo su base volontaria. Qui c’è una lista di prodotti.
Esperienza personale: ho un Samsung Galaxy SII, classificato con M3 e T3. Alcune volte l’ascolto è nitido e chiaro, altre volte le interferenze sono insopportabili. Non ho ancora capito da cosa dipendano queste interferenze. In ogni caso, mi sto sforzando il più possibile di telefonare senza l’ausilio del Telecoil, in modo da eliminare il problema alla radice. Leggendo per la rete sembra che l’iphone 4S sia ottimo, così come il Blackberry e, sopresa, anche i telefonini di 10 anni fa, quelli fatti a “conchiglia”.

Allo stato attuale non è possibile stabilire una connessione Bluetooth diretta tra l’impianto cocleare e il cellulare, dato l’alto consumo che impiega questo protocollo di trasmissione.
Connessioni senza fili possono essere usate solo attraverso accessori che rientrano tutti nella denominazione di ALD (Assistive Listening Devices), che fungono da tramite col processore dell’impianto (come ad esempio i cavi da collo Telecoil). In questo caso il processore viene collegato tramite cavo o Telecoil a un dispositivo Telecoil da collo, il quale a sua volta è collegato al cellulare o via Bluetooth o via cavo (dipende dal modello).
Esempi: Loopset Nokia , Music Link qui e qui.
Per approfondimenti, qui e qui.

Ci sono poi gli accessori audio dati direttamente dalla Cochlear (la dotazione iniziale di cavi audio dipende da clinica a clinica, con asterisco quelli che ho io) ovvero:
– Cavo audio personale* (nota personale: lo uso spesso per fare le telefonate al posto del telecoil, in quanto manda direttamente all’IC il suono del telefono. Lo svantaggio è la laboriosità di utilizzo: ti chiamano, attacchi il cavo al telefono, levi l’impianto, colleghi il cavo all’impianto, rimetti il telefono e intanto lo squillo è già finito…). Lo uso anche per sentire la radio, utilizzando lo smartphone come ricevitore radio.
– Cavo audio personale per impianti bilaterali.
– Cavo audio TV-HiFi-Computer* (da usare per sistemi alimentati a muro e ANCHE quando si usa dispositivi mobili sotto ricarica).
– Cuffie per monitoraggio funzionalità impianto*. Per rispondere a molti genitori: NO, le cuffie non fanno sentire quello che sentono i vostri bambini impiantati, ma solo se arriva il suono. A tal proposito consigliano di provare ad ascoltare quando l’impianto è correttamente funzionante, in modo da diagnosticare più facilmente eventuali anomalie successive.
– Microfono da giacca*. Può essere un utile sostituto del microfono dell’impianto in caso di malfunzionamento, in modo da ridurne il disagio nell’attesa della sostituzione.
Il modello CP810 (Nucleus 5) riconosce automaticamente quando un cavo viene connesso, basta infilarlo nell’uscita giusta.



Cosa significa che non posso fare le MR (Risonanze Magnetiche)? e per la RX ?

La parte esterna non può essere portata durante la RM. Per quanto riguarda la parte interna (dal N24 in poi):
– Fino a 0,2 Tesla di intensità non è necessaria prendere alcuna precauzione.
– Da 0,2 a 1,5 Tesla viene eseguito un semplice bendaggio rigido con garza allo scopo di comprimere la zona del magnete dell’impianto interno affinché non vi siano degli spostamenti (comunque leggeri).
– Da 1,5 a 3,0 Tesla è necessario effettuare una piccola incisione allo scopo di rimuovere il magnete dalla parte interna (durante il corso hanno fatto passare di mano in mano un impianto interno per vedere che effettivamente è di facile rimozione, l’unica seccatura sarebbe l’incisione).
Il magnete reinserito sarà nuovo e sterile. Hanno suggerito di portare sempre con sé nel portafoglio la Cochlear Card, allo scopo di identificare il portatore di impianto nel malaugurato caso che rimanga vittima di un incidente stradale e sia incosciente.
Nel caso non vengano prese precauzioni, per i campi di intensità da 1,5T a 3,0T se il magnete non viene rimosso la RM può esercitare su di esso una forza di spostamento (facendo fuoriuscire il magnete dalla pelle), oltre che a smagnetizzarlo del tutto.
Fare attenzione: alcune vecchie macchine per le MR non sono schermate, e creano campo magnetico anche al di fuori della macchina (non è quindi possibile, ad esempio, fare la MR della sola caviglia, tenendo la testa lontana dalla macchina). In ogni caso, la clinica di riferimento e l’operatore della macchina MR sapranno aiutarvi.
Non ci sono invece problemi per la RX, salvo il fatto che una RX alla testa avrà un “buco nero” in corrispondenza del magnete. La parte esterna è meglio levarla, per sicurezza, ma in ogni caso i nuovi modelli (CP810) sono schermati, a differenza dei precedenti, per cui non c’è rischio di ritrovarsi con l’IC “smappato”.

Nota: cosa vuol dire che gli impianti Digisonic possono fare la RM a 1.5 T solo in Europa? La nota è riferita ai modelli Sonata/Concerto della MedEl. Non è stato chiaro in base a quale specifica, ma negli USA e in EU la normativa in campo medico viene fatta in base a due enti differenti che decidono in modo autonomo (la FDA negli USA, in EU la commissione europea di nonsoqualeufficio), quindi ci sta che i modelli Sonata/Concerto non siano stati approvati negli USA dalla FDA per l’uso nelle RM a 1.5T.

‘Ir mi bimbo gioa e sta a smontà tutto l’impianto, che devo fà?

Il modello CP810 (nucleus 5) ha la possibilità di bloccare sia il pezzo inferiore a quello superiore sia l’apertura del vano batterie (figura in basso), mediante l’uso di un cacciavitino.


Quale è la manutenzione da effettuare sull’ic?

L’IC è abbastanza resistente ma, come tutte le cose, se viene trattato bene dura di più e funziona meglio. Cosa fare quindi?

Tutti i giorni, con un panno morbido (è ammesso un piccolissimo quantitativo di alcool, ma potrebbe scolorire le plastiche) o uno spazzolino a setole morbide (va bene un comune spazzolino da denti nuovo e pulito, purché abbia setole morbide).
– strofinare le parti esterne
– separare il vano batterie dal processore (una mano sul processore, l’altra sul vano batterie, e ruotare le due parti in senso opposto) e spazzolare i contatti
– rimettere il vano batterie a posto, aprirlo (una mano sul processore, l’altra sul vano batterie, e tirare le due parti in senso opposto), estrarre le batterie (a mano o facendosi aiutare dal magnete) e spazzolare i contatti.
E’ importante pulire bene i contatti, specialmente dopo una bella sudata, perché in questo modo si previene la formazione di ossido nei contatti, che porterebbero ad un peggiornamento delle prestazioni dell’IC.

Una volta al mese occorre rimuovere il magnete dalla bobina e pulire la filettatura. In questo modo si evita la formazioni di “croste” dovute al fatto che il magnete attira a sè la polvere, che comportano sia la poca igienicità della bobina che il blocco della rimozione del magnete stesso. Notare che successivamente è importante rimettere lo stesso magnete che si è tolto (e non uno di potenza superiore) e rimetterlo il più possibile nella stessa posizione di avvitamento, al fine di evitare che effettui una pressione troppo forte sulla cute, che causerebbe delle ulcerazioni al cuoio capelluto oppure frequenti arrossamenti, e quindi diventerebbe fastidioso indossarlo nuovamente.

Ogni 2/3 mesi occorre:
– sostituire o pulire le curvette (i tubicini di plastica bianca che tengono fermo l’ic sull’orecchio). Notare che esistono due tipologie di curvette, una per bambini ed una per adulti, di dimensioni diverse. Assicuratevi di usare la curvetta idonea per far stare l’ic in equilibrio.
– sostituire i coprimicrofoni, che spesso si impolverano o si sporcano di sudore senza rendercene conto, peggiorando la qualità del suono facendo alla lunga sentire i suoni ovattati, proprio come nel caso dei tappi di cerume per chi non si lava abbastanza le orecchie 🙂

Note:
– Il panno sarebbe meglio di cotone e non sintetico, sebbene gli impianti cocleari moderni siano resistenti – a differenza dei vecchi – alle cariche elettrostatiche.
– spiegare per scritto le procedure è lungo e complicato: spesso basta un video. C’è un canale online della Cochlear con video dimostrativi sul nucleus 5,  sul freedom e un canale generale. In ogni caso nella valigiona che vi hanno dato al momento dell’attivazione c’è un cd con i video soprariportati, e un manuale di istruzioni.
– Come detto nella prima parte, è in via di costruzione il negozio online della Cochlear che ci permetterà di ordinare via internet vari accessori, tra cui i coprimicrofono.

Con questo è tutto, se avete domande, suggerimenti o integrazioni non abbiate paura a scrivermi!

Di nuovo grazie a Michele Magrini, alla dott.ssa Giuntini e ar mì babbo!

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