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La logopedista me l’aveva detto, più parlando a se stessa che al sottoscritto: “mi sembra strano che le persone raggiungano certi risultati nelle prove di valutazione, e poi mi dicono che non riescono a telefonare…secondo me è più un blocco psicologico, e nemmeno ci provano…”. In effetti, abbiamo provato l’ascolto telefonico, e la cosa non è andata poi così male: io in una stanza, lei nell’altra, sotto gli occhi le fotocopie di tre fiabe per bambini (il brutto anatroccolo, la bella addormentata nel bosco, il pesciolino e il pescatore), lettura a voce rallentata e parola per parola, ed ascolto con testo sotto gli occhi. Riuscivo a seguire il racconto, anche se spesso dovevo leggere il testo per comprendere quello che mi veniva detto. Mi sono accorto che i rumori diversi da quelli del telefono (carrello che passa nel corridoio, scricchiolii della sedia, fruscio della carta…) disturbano tantissimo l’ascolto. Inoltre, nel tentativo di trovare la posizione giusta della cornetta, l’impianto mi è caduto. Però la posizione è importante, se corretta evita che il volume sia troppo basso e la voce flebile.
Dopo la contentezza e la feroce concentrazione messa nell ascolto, nel pomeriggio il crollo…mal di testa, sospetta influenza…a casa a letto!

Ma la vera emozione c’è stata il sabato successivo…ero nel parcheggio del supermercato, dentro la macchina (quindi ambiente tranquillo ed ovattato), arriva una telefonata e d’impulso provo a rispondere…era mia mamma, le frasi erano semplici ma…capivo!

Miracolo avvenuto, e grandi lacrime ed abbracci!

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