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Da qualche giorno sto “vestendo” la mappa numero otto (conteggio iniziato il giorno dell’attivazione) e i risultati incominciano ad essere evidenti. Nell’ultima seduta di logopedia mi hanno fatto ascoltare al computer file audio da loro elaborati e le tracce audio degli esercizi che si usano a Varese (prof. Burdo) per la rieducazione logopedica dei bambini e degli adulti (il libro lo trovate liberamente qui mentre i file audio, dopo aver chiesto direttamente al prof. Burdo via e-mail, saranno reperibili a breve sullo stesso sito. Approfittando poi del lungo viaggio fatto in auto con la fidanzata e famiglia ho fatto esercizio di ascolto “elettronico”, semplicemente collegando l’impianto allo smartphone mediante il cavetto avuto in dotazione (Personal Audio Cable per la Cochlear). Gli esercizi di ascolto sono in progressione, ricalcando la metodologia utilizzata per l’ascolto orale: prima parole semplici e scandite, poi frasi, infine testi, letti sempre più velocemente, e successivamente la stessa sequenza ma con rumore di fondo.
Confesso che l’ascolto elettronico, impensabile in situazione pre-impianto, pur essendo ancora incerto e confuso (è indispensabile avere il testo dell’audio per non prendere fischi per fiaschi) in quanto peggiore rispetto alla voce umana, è emozionante perché preludio dell’ascolto al telefono e alla televisione. Non so se ci arriverò, ma intanto getto le basi per farlo…

Una nota a margine: finora, nel fare logopedia, mi sono dovuto appoggiare molto sui familiari e sopratutto sulla fidanzata. E’ un bel momento di condivisione e complicità, che consiglio a tutti. Ma con l’esercizio elettronico ho comunque modo di alleggerire loro il “carico” di lavoro. E questo è positivo, perché posso così gestire in modo autonomo ed indipendente i tempi in cui fare questo tipo di esercizio. E, perché no, fare entrambi gli esercizi  – voce umana e voce registrata –  nella stessa giornata.

Parallelamente agli esercizi di ascolto elettronico continuano gli esercizi di comprensione dell’ascolto orale. Una volta al giorno, per un oretta circa, ascolto libri veri e propri attraverso la voce della fidanzata, cercando di ripetere quello che mi viene detto. Le prime volte senza rumori di fondo, con voce lenta e frasi lunghe non più di 2-3 parole per volta (spesso occorre che scandisca bene ogni singola parola affinchè possa comprenderla), i giorni successivi senza rumore di fondo e voce sempre più veloce, ed infine senza rumore di fondo, voce veloce e frase più complessa (5-6 parole per frase, fino a dove finisce la virgola). Stessa sequenza con un rumore di fondo, dato dalla radio accesa e impostata a volume 10.
Attualmente stiamo facendo frasi lunghe, a velocità normale, con rumore di fondo, e senza la mia ripetizione (per cui andiamo molto più veloci nella lettura). Lasciando comunque finire la frase per avere il concetto generale, interrompo la lettura se non capisco una parola, e succede abbastanza spesso (non capisco una parola su 3 o 4).

Come libro, dopo vari ed infruttuosi tentativi (un libro aveva frasi troppo lunghe e complesse, l’altro non ci aveva preso sufficientemente), abbiamo scelto “Impariamo l’italiano”, di Cesare Marchi. In questo modo uniamo diverse esigenze: entrambi ripassiamo l’italiano, il testo è gradevole e divertente ma sopratutto, essendo libro di italiano, è ricco di parole sempre nuove, perfetto per esercitare l’udito alla comprensione dei suoni.

Anche sul piano relazionale passi avanti, riesco a tenere una conversazione quasi normale in macchina mentre guido, ma occorre che gli altri tengano la voce piuttosto alta e che scandiscano bene le parole. E qualche ripetizione è inevitabile. Anche al lavoro va meglio, prima dell’impianto se mi dovevano spiegare un procedimento da fare al computer ero in difficoltà, perché dovevo muovere lo sguardo fra la bocca dell’interlocutore e lo schermo del PC, perdendo metà dell’una e dell’altra spiegazione. Ora invece posso sentire la spiegazione guardando direttamente lo schermo, e capendo le parole di chi spiega. Certo, in questo sono favorito dal fatto che la voce dell’altro è molto vicina (30-40 cm dall’impianto), che conosco l’argomento e che posso chiedere ripetizioni…ma è comunque un bel passo!

PS: La Cochlear mette a disposizione due tipi di cavo audio: Personal Audio Cable per dispositivi mobili a batteria (smartphone/ipod, Lettore CD portatile, radio a pile etc.), e TV/HI-FI Audio Cable, molto più lungo, che ha nel mezzo un dispositivo contro gli sbalzi di tensione (simile a un cubotto di plastica) ed è indicato nei casi in cui si voglia ascoltare via cavo da un dispositivo con presa di corrente a muro (PC, TV, impianto HiFi, etc).
Non usate il primo cavo se il dispositivo è alimentato a corrente (per esempio in fase di ricarica), usate semmai il secondo.
E allo stesso modo, non usate il secondo se c’è un temporale in corso…se ci fosse un fulmine, vi ritrovereste con l’impianto fuori uso!

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