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 Dopo giorni pieni di dubbi, in cui mi domandavo se effettivamente valeva la pena di aver fatto tutto quell’ambaradan per riuscire a sentire “si qualcosina in più, ma nemmeno così tanto, che me ne faccio di tutti questi suoni in testa se poi non riesco a riconoscerli...” ecco finalmente la svolta, il primo momento in cui ho constatato che effettivamente le capacità dell’impianto sono superiori a quelle delle protesi: mentre sono alla guida dell’auto, ora riesco a capire la fidanzata che mi sta parlando! Certo, qualcuno potrebbe obiettare che non è questo gran miglioramento, e che si vive molto meglio senza sentire questo tipo di voci femminili, ma tant’è…
Logicamente per il momento non si tratta di conversazioni complete, afferro solo qualche parola isolata e frase semplice, ma è comunque un bel passo avanti rispetto al periodo in cui portavo le protesi, quando la malcapitata era costretta a sorbirsi i miei monologhi e poi, per riuscire a capire la risposta, dovevo posizionare lo specchietto retrovisore nei modi più improbabili per intuire il labiale, oppure girarmi mentre guidavo, per la gran felicità di quelli che erano in macchina con me…

Sul fronte logopedico ci sono continui e costanti miglioramenti, in condizioni ottimali (persone conosciute, silenzio ambientale, voce chiara e qualche ripetizione) ormai capisco quasi tutte le parole che mi dicono, in campo aperto e in situazione sia di indizio che di assenza di indizio (circa il 90% delle parole, e il 70% delle frasi).
Lo scoglio è che questi continui progressi li ho a casa e in ospedale, ma non negli ambienti esterni tipo ufficio o bar, dove entrano in gioco altri fattori. Probabilmente è anche colpa mia, visto che nemmeno provo a capire senza l’ausilio della lettura labiale. E’ presto detto il perché di questa timidezza: se sono a casa faccio esercizio calmo e tranquillo, concentrandomi su quello che mi dicono, sono in un ambiente familiare, non ho timori di sbagliare e quindi mi dedico totalmente al cercare di sentire meglio che posso. Quando invece sono al lavoro o in altre situazioni è prioritario il comunicare, non il sentire, per cui neanche mi sforzo di “concentrarmi”…non posso chiedere alll’idraulico che mi spiega come è fatta la caldaia di “ripetere per favore, che sto facendo esercizio di udito“…e nemmeno posso chiederlo ai colleghi!

Le notizie positive comunque non sono finite, sul finire dell’ultima seduta la logopedista mi ha messo davanti al pc per sentire qualche file audio. Parole semplici, in lista chiusa (ovvero, mi dava l’indizio) e scandite in maniera lenta e chiara. Ne comprendevo una su tre, e mi è stato spiegato che la voce elettronica è molto diversa da quella umana, meno netta (e molto influenzata dal sistema audio che riproduce il suono, ma questo è un altro discorso…). Però se la “curva” di progressione continua ad essere questa, spero il mese prossimo di potervi dire di aver capito alla radio o addirittura al telefono, mio sogno segreto…

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