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Un intermezzo più pratico che descrittivo, al solo scopo di rimettere ordine ai miei appunti e far chiarezza nelle menti di coloro che mi seguono, confuse dall’accavallarsi delle date. Come qualcuno ha intuito, il blog non è in tempo reale, ma sfasato di un paio di mesi (e vi anticipo che le cose stanno andando bene!). Ecco quindi, a chi mi chiede le tempistiche, quali sono state le tappe pre e post-intervento.

Prima di fare l’intervento sono necessari alcuni esami preliminari, per valutare l’idoneità o meno del paziente all’impianto. Tali esami, che non hanno “scadenza”, ovvero possono essere fatti anche mesi e mesi prima del ricovero, sono alcuni piacevoli (per i potenziali evocati più sei rilassato, fino al dormire, più l’esame è corretto) e altri meno (la RM non è indicata per i claustrofobici…sensazioni bruttissime!). Gli esami per così dire “oggettivi” sono RM Encefalo e Rocche Petrose, TC Rocche Petrose, potenziali evocati acustici troncoencefalici, audiometria ed impedenziometria. Ci sono poi degli esami più “soggettivi”, come la valutazione generale, psicologica e logopedica, che aiutano l’equipe a capire se la persona è candidabile all’impianto non solo dal punto di vista fisico, ma anche comportamentale. Aspettative troppo alte, poca memoria uditiva, bassa capacità di espressione orale e scarso utilizzo della protesi o viceversa buon recupero con le protesi sono fattori che sconsigliano l’impianto. In ogni caso, ecco la successione temporale:

15 luglio: primo vaccino anti meningite (anti emofilo B).
20 luglio: esami preoperatori (esami sangue, visita anestetista, visita cardiologica).
5 agosto: secondo vaccino anti meningite (anti pneumococcica).
14 settembre: data prevista operazione, poi spostata di una settimana per problemi di reperibilità sala operatoria.
20 settembre: ultimo giorno di lavoro.
21 settembre (mercoledi): ingresso in ospedale.
22 settembre: operazione.
26 settembre (lunedi): dimissioni. A casa.
30 settembre: visita di controllo in ospedale.
20 ottobre: attivazione impianto + quattro mappature di base, da tenere per 4/5 giorni ciascuna.
31 ottobre: rientro al lavoro.
23 ottobre – 25 novembre: due sedute di logopedia a settimana (periodo felice 🙂 ). Vocali e rumori ambientali, distinzione parole uguali/diverse.
2 novembre: mappaggio, quattro nuove regolazioni da tenere una settimana ciascuna
25 novembre – oggi (30 gennaio): una seduta di logopedia a settimana (i progressi logopedici seguiteli nei vari articoli del blog).
9 dicembre: incontro con tecnica della Cochlear + mappatura (quattro nuove regolazioni, da tenere due settimane ciascuna).
Avendo la fortuna di avere l’ospedale vicino a casa, posso fare logopedia direttamente con le dottoresse che mi hanno seguito in fase operatoria e in fase di mappatura. Chi invece abita lontano dall’ospedale sappia che la logopedia puà farla anche con un professionista più vicino, e che gli unici appuntamenti in ospedale sono quelli relativi all’operazione (esami preoperatori ed operazione. I vaccini si fanno alla ASL più vicina, su indicazione del medico chirurgo e prescrizione del medico curante) e quelli relativi ai mappaggi.

Per quanto riguarda il futuro, so già che dovrò tornare a fare le mappature prima tre volte nei prossimi 9 mesi (una ogni 3 mesi), poi due volte in un anno (una ogni 6 mesi) ed infine, quando tutto si sarà stabilizzato, una volta all’anno. La logopedia invece è a tempo indeterminato, finirà quando i progressi saranno minimi – anche se sarà buona cosa continuare a farla a casa – oppure, come è più probabile, quando la logopedista si sarà stufata di me!

Nota a posteriori, su segnalazione di un lettore: il vaccino anti pneumococco è obbligatoria per i bambini, e facoltativa per gli adulti, anche se fortemente consigliata. La si può anche non fare, e firmare un foglio che esoneri da eventuali responsabilità il medico chirurgo. Non sono informato sui richiami, mi aggiornerò sulla cosa. Ancora: verificate di avere la copertura contro il tetano, me l’hanno chiesta.

Nota bis: in alcuni centri – io non l’ho fatto – eseguono anche la prova vestibolare, per verificare che non ci siano rischi di vertigine nel paziente dopo l’operazione. anche questa dicono che sia una prova non particolarmente piacevole.

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