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La logopedia è un esercizio fantasioso e mai uguale a se stesso, ma contemporaneamente necessita di serietà e costanza per poter raggiungere buoni risultati. Ogni persona sorda ha bisogno di un diverso approccio logopedico e compiti personalizzati da fare, che non possono ridursi ai soli esercizi fatti con la dottoressa che ti segue. Così è anche per me. In questa fase (10 novembre, 20 giorni dopo l’attivazione) il ritmo è lcostante: due sedute di logopedia in ospedale, di mezz’ora ciascuna, a settimana, un oretta di logopedia a casa tutti i giorni, ed una passeggiata – con qualcuno accanto in grado di spiegarti la provenienza di quel particolare suono – all’aria aperta ogni 2-3 giorni. Per il momento gli esercizi li faccio in condizioni di silenzio, e la scaletta più o meno è sempre la stessa. Si parte con il riconoscimento delle consonanti (ada, ama, aga etc etc…maledetta ala che mi frega sempre!!!) poi un test in cui, leggendo il foglio, devo riconoscere quale delle due parole (parole in cui cambia solo una consonante simile, tipo mamma-nanna – coppia m-n -, sifone-fifone – coppia f-s…) viene pronunciata, poi riconoscimento di parole con indizio (es: indizio: montagna, parole: vetta, albero, cima, seggiovia etc etc), senza poter leggere la lista delle parole.
Per ora i risultati sono:
consonanti: ne indovino una su cinque, con forti difficoltà sulle l, s, f e v.
parole simili: riconoscimento del 60-70%
parole con indizio: 80%, ed arrivo al 90% se mi danno un indizio (es: castagna? sta sugli alberi…).

Sono abbastanza soddisfatto, anche perché ho stampato dentro la testa un articolo nel quale si sostiene che negli adulti i benefici dell’IC hanno una curva di crescita esponenziale nei primi 6 mesi dopo l’attivazione, poi progressivamente diminuiscono, e dopo un anno la situazione si stabilizza. Successivamente i progressi poi continuano ad esserci, anche se minimi. Sono consapevole di questo razionalmente, ma emotivamente no, vorrei tutto e subito e un po mi tormento in questo, i progressi fatti mi sembrano sempre irrilevanti. E’ solo leggendo le espressioni dei miei genitori e della mia ragazza – che mi conoscono da sempre – che mi rendo conto dei miglioramenti

 La logopedista ha poi contattato il tecnico della Cochlear riguardo a quel fenomeno dell’attenuazione dei rumori, tale da spegnere quasi ogni suono nelle situazioni di grande confusione ambientale (bar-disco, stadio, strada trafficata etc etc). Mi ha detto che la cosa non era inventata da me, effettivamente c’è una regolazione del processore “nascosta”, dipendente da due parametri, che provoca questo effetto, solo che se ne accorgono persone particolarmente sensibili, e a Pisa non era mai successo prima con questi nuovi processori. Ora dobbiamo vedere come va, se si ripresenta la cosa, e se mi da noia. Nel caso, proveranno a modificare questi due parametri “nascosti”.

Ultima nota: durante la logopedia ci sono le più svariate forme per concentrarsi in quello che si sta ascoltando, in modo da fare bene l’esercizio…c’è chi fissa un punto nel vuoto, chi si mette gli occhiali, chi ferma lo sguardo sulla punta delle proprie scarpe…con la bella logopedista che la sorte mi ha regalato, ho scelto il modo più cretino possibile per concentrarmi: chiudere gli occhi 🙂

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