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Continuano le sedute di logopedia, e con queste i miglioramenti. La distinzione delle vocali ormai è un dato acquisito, e gli esercizi si fanno sempre più complessi. Ora non si tratta più di ripetere una parola scelta fra una lista che posso leggere, ma di ripetere una parola di cui semplicemente è stato dato un indizio (esempio, come indizio “numeri” e come parole “uno, due, tre” etc etc). La sequenza è sempre la stessa, all’inizio non ne indovino nemmeno una, poi dopo un po’ di esercizio e di sbattimento si arriva alla comprensione. Rispetto ad un normoudente la fatica comunque è molta di più, la distinzione del suono non è pura ed immediata, ma avviene attraverso la “ricostruzione” della parola, data da tre componenti: il riconoscimento di qualche consonante o vocale qui e li nella parola (più facile riconoscere le vocali delle consonanti), la conoscenza del tema della parola, e il proprio bagaglio culturale e semantico. Per questo, sopratutto agli inizi, le mie risposte non arrivano immediate, ma dopo qualche secondo di elaborazione mentale. La cosa positiva è che il cervello umano è straordinario e riesce, dopo qualche esercizio, ad associare sempre più nuovi suoni a dati significati, cosìcchè nelle volte successive la componente “riconoscimento delle consonanti/vocali” diventa sempre più preponderante rispetto alle altre due. Pensando a questa cosa comprendo maggiormente come mai, negli articoli letti sull’impianto cocleare, ci sia anche il bagaglio culturale di una persona fra i parametri che possono influenzare positivamente o negativamente la riuscita dell’impianto cocleare nella persona adulta. E’ infatti logico che un adulto sordo e abituatato all’espressione orale, o comunque dotata di ampia conoscenza delle parole, riesca poi successivamente ad associare con più facilità un dato suono ad una parola.

A tredici giorni dall’attivazione abbiamo fatto la valutazione intermedia, e numeri precisi non me li ricordo, ma per il riconoscimento delle vocali siamo a 9 su 10, per il riconoscimento di parole closed set con cambio di consonante 50% (70% contando quelle non riconosciute al primo colpo ma dopo aver chiesto ripetizione), riconoscimento parole closed set con cambio consonante 30% (40% al secondo tentativo), riconoscimento parole open set 4 su 20.

Comunque sia, non tutto è rose e fiori. Durante una seduta di logopedia mi son sentito mancare due volte per capogiri, non so se per la feroce concentrazione messa nell’ascoltare, se per il caldo, se per il principio di un influenza o se per la bellezza della logopedista. La causa più probabile è la stanchezza, perché fare logopedia è fisicamente massacrante. Non sembra possibile che stanchi così tanto l’ascoltare, ma è così. E bastano 20/30 minuti per ridurmi ad uno straccio, dopo quest’arco di tempo la mente va a farsi friggere. Per fortuna la fidanzata sa come risollevare lo spirito dopo queste batoste mentali.

Un altro problema, ancora non risolto, è che l’impianto funziona bene quando non ci sono rumori intorno, e c’è solo la voce di una persona. Se ci sono tanti rumori – in mensa, vicino ad una strada trafficata, allo stadio – succede una cosa curiosa: non si sente più niente. Pensavo che in situazioni di confusione si sentisse un unico rumore di sottofondo disturbante, invece no, non si sente proprio niente, o almeno io non percepisco niente. E’ una regolazione dell’impianto, o è la mia testa che si rifiuta di sentire?
Ho fatto questa domanda alla logopedista, che si è mostrata molto sorpresa. Mi ha quindi portato dalla mappatrice, sorpresa pure lei dopo aver verificato che non c’erano filitri impostati nal software. Non sapevano spiegarsi questo fenomeno, avrebbero provato a contattare la Cochlear, e mi han detto di fare attenzione la prossima volta che mi capita di avere questa sensazione, in modo da poter poi descrivere meglio il problema.

Già che c’era mi ha fatto la mappatura successiva a quella dei “quattro livelli base”… avvertendomi che il prossimo passo, fra un 5 giorni, sarà un bel balzo, perché per quella mappa ha “regolato i massimi”, frase di cui ignoro il significato ma che mi affascina. 🙂

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