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Quale è una delle prime domande che si pone chi si sta informando sull’Impianto cocleare? Credo che sia “ma quali sono le possibili conseguenze negative dell’operazione?”. E’ una domanda che ha tormentato anche me, e che ha trovato una parziale risposta in un libriccino, un quaderno monografico di aggiornamento dal titolo “Impianti Cocleari”, e curato dal dott. D. Cuda. Lo trovate a questo link, ed è particolarmente interessante l’articolo “Complicanze ed insuccessi degli impianti cocleari”, a pagina 83. Segnalo che il dott. Cuda lavora a Piacenza e che, pur non avendolo mai conosciuto, è uno dei dottori maggiormente sulla bocca degli impiantati, per esperienza e professionalità dimostrata.

Cosa dice l’articolo? Sembra scritto intorno al 2008, e non lo spiegherò nel dettaglio (magari nei prossimi articoli, oppure leggetelo al link sopraindicato), ma fa riferimento ad un periodo precedente, ovvero il periodo 1991-2004, in cui sono state operate in Italia 2816 persone, comprese fra l’età minima di 4 mesi e massima di 83 anni. La maggioranza delle persone operate è adulta post-verbale (33%), e porta un impianto Nucleus (61,8%). Le conseguenze negative post-operatorie sono state suddivise in maggiori e minori, intendendo questa distinzione in base alla gravità, all’impatto sulla vita quotidiana e alla necessità di doversi rioperare…beh, ecco i dati, nudi e crudi:

Complicanze maggiori
Meningite 5 casi (0,17%), di cui un deceduto (0,03%)
Paralisi facciale 9 casi (0,32%)
Rottura traumatica impianto, con necessità di rioperazione 7 casi (0,25%)
Estrusione/infezione 21 casi (0,74%)
Malfunzionamento totale impianto, con necessità di rioperazione 34 casi (1,21%)
totale 76 casi, 2,7%

Complicanze minori
Revisioni minori 7 casi (0,25%)
inserizione incompleta elettrodi 41 casi (1,45%)
Stimolazione facciale 49 casi (1,74%)
Vertigini 15 casi (0,53%)
totale 97 casi, 3,44%


totale generale 173 casi, 6,14%

In ogni caso, non spaventatevi troppo, ed andate a leggere l’articolo, perché i dati così presentati sono incompleti. Ad esempio, la meningite era dovuta ad un tipo di impianto cocleare (Advanced Bionics positioner) che è stato prontamente ritirato dal commercio. Allo stesso modo, il dato “paralisi facciale” così presentato sembra irreversibile, mentre nell’articolo è spiegato che in ogni caso, entro i 6 mesi dall’operazione tutte le paralisi venivano riassorbite.

Dati più recenti sono riuscito invece ad ottenerli grazie ad una spia mia amica (la potete leggere in questo bellissimo blog ), che si è intrufolata in un evento ufficiale di medicina (XVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia per Medici ed Infermieri svoltosi a Sorrento in Ottobre 2011, e più precisamente nella tavola rotonda “Screening neonatale e sordità: un percorso che cambia la vita”) scattando alcune foto. Una in particolare ha destato il mio interesse, presa probabilmente dall’intervento “L’impianto cocleare e la situazione italiana oggi” del dottor Martini, di Padova. Quali sono le conseguenze a lungo termine dell’Impianto Cocleare? Presto detto, su un campione di 438 pazienti:

398 (90,87%) non ha avuto complicazioni di nessun tipo
13 (2,97%) hanno avuto gonfiori
9 (2,05%) hanno avuto guasti tecnici all’impianto
6 (1,37%) hanno avuto infezioni
6 (1,37%) hanno avuto vertigini
3 (0,68%) hanno avuto acufeni
2 (0,46%) lamentano forti dolori
1 (0,23%) ha avuto una reazione allergica
0 (0%) nessuno ha avuto paresi al nervo facciale

Certo i dati, così come sono presentati, risultano incompleti. Così al volo: su quanto tempo è stata fatta questa indagine statistica, e a partire da quando? Le persone che hanno lamentato conseguenze negative pesanti – ad esempio come le vertigini – riescono comunque a condurre una vita normale? Dopo quanto tempo è necessario rioperarsi – se così deve essere – per la normale consunzione della parte interna dell’impianto?

Non essendo medico non conosco con questo livello di dettaglio le conseguenze di altre tipologie di operazioni chirurgiche, ma credo che i livelli siano molto simili, se non addirittura peggiori. Per cui non credo che sia sbagliato affermare che l’operazione chirurgica dell’Impianto Cocleare, il “metterti un affare nel cervello”, sia più pericoloso di tante altre operazioni che quotidianamente, per necessità, si fanno…

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