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Cinque giorni dopo l’attivazione dell’impianto, e dopo giorni passati a cercare di ripetere i “papa, popo, pupu, pupi, pepi” vari detti dai miei genitori, primo giorno di logopedia. Con la mappa numero 1 non capivo niente, erano tutti suoni acuti, ed era difficile la semplice distinzione fra presenza o meno del suono. Quindi il giorno dopo l’attivazione sono passato alla mappa numero 2, e si percepisce meglio la presenza del suono, anche se sono lontano dal riconoscimento. Rimangono alcune perplessità, che non immaginavo: non ho neanche un suono disturbante (quello che mi da maggiormente fastidio è il battere metallico delle forchette sui piatti) e sopratutto, appena c’è un pò di confusione ambientale, è come se l’impianto si spegnesse, e non sento più nulla. Pensavo che in situazioni di confusione si sentisse un unico rumore di sottofondo disturbante, o un caos generalizzato, invece no, non si sente proprio niente, o almeno io non percepisco niente. E’ una regolazione dell’impianto, o è la mia testa che si rifiuta di sentire? Domanda che dovrò fare in ospedale a chi mi segue.

Insomma, prima seduta di logopedia, e subito sono partito male, con una domanda che non avrei dovuto fare: date le condizioni di partenza, si può prevedere a che livello potrei arrivare? Questa domanda tradisce la mia impazienza, invece occorre portare pazienza…è logico che il mio sogno è poter telefonare, però non è possibile sapere oggi a che livello potrei arrivare. Non contano solo le condizioni di partenza, ma anche altre variabili che già conoscete (es: durata deprivazione uditiva, tipologia di perdita uditiva etc etc…) e sopratutto conta l’apertura mentale e la curiosità verso i nuovi suoni. Dobbiamo girare, vedere, sentire, farci spiegare cosa è quel suono, concentrarci…così otterremo buoni risultati. Ma dire dove arriveremo è impossibile, troppe variabili.

A proposito di concentrazione, gli esercizi, anche quelli a casa, massimo per mezz’ora. Dopo un pò di allenamenti, si può arrivare ad un ora. Non di più, perché dopo quest’arco di tempo la mente frigge e ci si stanca inutilmente.

Ho chiesto anche per la musicoterapia, so che in alcuni ospedali (in particolare a Varese, sotto la direzione del prof. Burdo) è usato come metodo riabilitativo per la rieducazione al suono durante la notte, dormendo con con l’impianto acceso e la musica di sottofondo…meglio ancora se con l’impianto collegato direttamente alla fonte sonora, in modo da far arrivare il suono più puro e senza disturbare gli altri dormienti. A Pisa una dottoressa l’ha consigliato, male non fa, l’altra dice che non serve a niente…vedremo, ora è prematuro.

Insomma, mezz’ora di esercizi, e distinzione, con la possibilità di leggere le parole dette, se le due parole sono uguali o diverse, con diverso gradi di difficoltà (prima parole diverse poi, via via, parole con una vocale diversa, poi parole con un accento diverso…). Sono soddisfatto perché le ho indovinate tutte, e ora ho un foglio di parole su cui esercitarmi a casa. Distinguo bene le parole in cui cambiano le vocali (es: tana-tona), ma non quelle dove cambiano le consonanti (es: moria-doria)…ci sarà da lavorare.

Ultimissima cosa, logopedia due volte a settimana, vista la vicinanza presso l’ospedale dove sono stato operato (è stata una delle considerazioni che mi ha fatto scegliere Pisa come centro dove essere operato) e rottura di scatole perché occorre farsi fare l’impegnativa di volta in volta (un impegnativa=1 seduta di logopedia) e il mio medico curante le fa a “botte” di 3-4 per volta, non di più…per cui ogni due settimane mi tocca andare in ambulatorio ed aspettare un oretta per avere le ricette…mi salva solo il fatto che perlomeno in questo modo è tutto gratuito, so che da altre parti non è così!

Prossima seduta di logopedia domani, poi pausa per una decina di giorni…vi aggiorno!

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