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Risvegliato dopo la piacevole dormita, appena entrato in cucina vedo i miei genitori intenti a far colazione…e mi scappa spontaneo un “è arrivato il grande giorno…“. Sorridono e poi, dopo essere partiti da casa separatamente, ci ritroviamo nella sala di aspetto dell’ospedale.

Nella sala incrocio una dottoressa simpatica, dai capelli rossi, che mi dice di “farmi vedere” dalla logopedista…mi fa piacere che mi chiamino per nome, e che mi aspettino. Vuol dire che si ricordano di me.

Busso quindi nella stanza della logopedista, ma è impegnata con un bambino, e veniamo rispediti in sala d’attesa. Dopo pochi minuti la logopedista ci chiama e insieme a due tirocinanti ci spiega tutto  il contenuto della bella borsa che ci sta consegnando, e come funzionano le cose…una serie di accessori (per il momento inutili, serviranno solo se con il tempo riuscirò a raggiungere certe capacità…), un cd con video istruttivi su come si fanno le operazioni elementari (cambiare le pile, accendere e spegnere…) ed infine un minimo di spiegazioni sulla garanzia e su come fare per ottenere eventuali pezzi di ricambio.

Nuovamente in sala di attesa, dopo poco ci chiama la mappista, e qui inizia l’avventura vera e propria. Mi danno il processore esterno, color grigio carbone come avevo chiesto a suo tempo, e cerchiamo di metterlo, ma il “fungo” di capelli che sta ricrescendo dopo la rasatura a quanto pare è ancora ostile a questo nuovo corpo estraneo, e fa resistenza. Sostituiscono quindi il magnete di forza 1 con quello di forza 2, e le cose vanno leggermente meglio, anche se rimane la sensazione di camminare su un pavimento di uova. Rimango teso ed attento ad ogni movimento per evitare di far cadere l’apparecchio. Questa cosa della poca attrazione magnetica è un problema da risolvere, o prendendo un magnete ancora più forte (arriva fino a 5, ma è sconsigliato perché può causare irritazione alla pelle) che però va ordinato, o mettendo una fascetta che tiene fermo il tutto, oppure sistemando in qualche modo i capelli.

Comunque sia, processore acceso, magnete attaccato, collegamento con il computer attivo e programma gestionale in funzione: tutto pronto per cominciare. Il primo passo è un test di verifica sul funzionamento di tutti e 22 gli elettrodi impiantati; positivo, reagiscono bene. Sento delle vibrazioni, quasi delle pulsazioni dentro la testa, ma non sono fastidiose. Poi comincia la fase di vera e propria regolazione, durata più di un ora. Per ogni frequenza (non le ho contate, ma credo fossero una decina) bisogna prima segnalare il suono di livello minimo, e dopo quando troppo alto, tale da dare noia (con capogiri e nausee). Per i suoni alti non c’erano problemi di percezione, mentre per quelli bassi il problema c’era, nel senso che sentivo tutti i suoni molto acuti, e non riuscivo bene a distinguerli dagli acufeni, i suoni immaginari che ho sentito in questo mese di silenzio.

Fatta questa regolazione abbiamo ottenuto la mappa numero 1, la più bassa, e il software ha elaborato automaticamente le altre 3 mappe successive. Dovrò portare ogni mappa fino al momento in cui non mi sembrerà troppo bassa, in genere si cambia dopo 4-5 giorni, e poi quando metterò la quarta mappa dovrò richiamare per fissare un nuovo appuntamento e sistemare la mappa, regolandola ancora meglio. A regime, passato il periodo iniziale di regolazione, avrò quattro “mappe”, tarate per diverse situazioni di ascolto (di solito quiete, rumore ambientale, musica e televisione).

Fatto tutto questo, e con la mappa impostata sulla prima, abbiamo finalmente acceso l’impianto…ed è stato strano. I suoni sembrano tutti acuti…ma le considerazioni personali al prossimo articolo. La dottoressa ha fatto delle prove, parlando alle mie spalle. “Ta-ta-ta“, ovvero il ritmo, lo sentivo bene, così come distinguevo “f-f-f-f” e “s-s-s-s“, mentre non distinguevo le “fffffffff” e “sssssssss” continue. Comunque un gran passo avanti rispetto a prima, quando queste consonanti, così acute, non le sentivo proprio. Dopo una chiacchierata sulla possibilità di un secondo impianto (da lei non consigliato) mentre si riavviava il computer, siamo tornati dalla logopedista, la quale mi ha fatto altre prove. Prima una sequenza di 10 righe, che potevo leggere, da riconoscere, con quattro parole per ogni riga, e ne ho indovinate 2 su 10. Poi una sequenza di 20 righe, che potevo leggere, sempre con quattro parole per ogni riga, ed è andata così così, non ricordo la percentuale ma erano basse. Come terzo esercizio parole in campo libero, e non ne ho indovinata neanche una. Infine mi ha detto “ora ti dico i mesi dell’anno, ripetili” e ne ho indovinati 9 su 12, buono.

Le dottoresse erano soddisfatte, dicevano che è positivo che distinguo quando un suono c’è e quando non c’è, e che sento quindi la cadenza e il numero di sillabe di una parola. Hanno detto che ora il volume è al minimo, e che dovrò fare tanti esercizi per recuperare, e che è positivo che senta anche i suoni acuti senza  fastidi.

Altre cose lampo che hanno detto. La ASL passerà 240 pile all’anno, più o meno ne servono 2 ogni 2/3 gg per cui me ne serviranno altre 120 (un pacchetto di 6 pile costa circa 5 euro). Nel kit mandato dalla Cochlear non ci sono le batterie ricaricabili (costano un 200 euro ciascuna) e nemmeno il telecomando (circa 700 euro). Inoltre è presto per fare esercizi al computer, per il momento l’unica cosa che devo fare è sentire i rumori ambientali e cercare di distinguerli, imparare a riconoscerli, stimolare il nervo uditivo (una dottoressa ha detto che musicoterapia e musica di notte non servono, mentre l’altra sostiene di si). L’unico esercizio a casa che posso fare per il momento è qualcuno che mi dica cose del tipo “papapa” e io devo dire “è due sillabe, no, è tre!“.  Ah, devo fare logopedia due volte a settimana, il problema è che dovrò chiedere l’impegnativa al dottore tutte le volte, perché ogni impegnativa vale per una sola seduta …per cui dovrò chiedere due impegnative a settimana…povero me!

Infine, dopo le cose burocratiche (foglio lavoro, foglio malattia – mi daranno un altra settimana a casa – prescrizioni per le pile etc etc) sono uscito dall’ospedale…i suoni mi attendevano!

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