Tag

, , , ,

8 – acufeni – gli acufeni sono suoni immaginari prodotti dal cervello in assenza di stimoli sonori esterni. Possono essere di tanti tipi (fischi, scrosci…) e di varia intensità. Solitamente i giorni dopo l’intervento sono presenti – sopratutto se l’altro orecchio non è stimolato da una protesi, e quindi la persona è nel silenzio totale – ma spariscono dopo l’attivazione. Il perché è presto detto: i nuovi suoni “coprono” i suoni immaginari.
9 – liquorrea/fistola liquorale (meningite) – essendo un dispositivo esterno in qualche modo in contatto con le terminazioni nervose, il sistema dell’impianto cocleare può essere veicolo di meningite. Questa eventualità si è verificata una decina di anni fa, e per una particolare tipologia di impianti. Se non ricordo male, erano impianti fatti in ceramica, mentre attualmente gli impianti sono tutti fatti in titanio, tanto che il rischio meningite è praticamente assente. In ogni caso, la raccomandazione del mio dottore è stata quella di fare un vaccino anti pneumococco (es: pneumo 23) e anti Haemophilus (es: Hiberix). Il vaccino non copre tutti i rischi contro la meningite, e non ha bisogno di richiami. Io i vaccini li ho fatti, due mesi prima dell’intervento, e non ho avuto nessuna conseguenza.
10 – rottura o malfunzionamento dell’impianto – ne parlerò meglio in un altro post, comunque l’impianto cocleare, essendo cosa umana, è soggetta ad errori, pur essendo un prodigio della tecnica. Se si rompe la parte esterna poco male, basta sostituirla. Se si rompe la parte interna è un casino, e l’unica soluzione è rioperare. Le percentuali di rottura degli impianti sono diverse di ditta in ditta. Occorre ricordare anche che le rotture possono avvenire anche in seguito ad eventi particolari (es: traumi alla testa)
11 – stimolazione elettrica del nervo facciale
12 – fuoriuscita degli elettrodi: in base alla marca di impianto vengono messi diversi elettrodi nella coclea (cochlear 22+2, advanced bionics 16+2, med-el 24+2). E’ possibile che, nel tempo, alcuni di questi elettrodi non funzionino, o che fuoriescano dalla coclea. Non è comunque necessario che siano attivi tutti e 24 gli elettrodi per far funzionare l’IC, sono sufficienti molti di meno!

 

Un buon 70% delle cose sopraelencate avviene entro una settimana dall’operazione. Altre invece, quelle che ho riportato in questo post, si possono verificare anche dopo diverso tempo.
Nel foglio di consenso c’era scritto anche che, nella statistica mondiale, queste conseguenze si verificano in media nel 7% delle persone operate e che nel centro dove sono stato operato (Pisa) queste percentuale è ancora più bassa, senza però specificare di quanto. Inoltre, parlandone a voce, i dottori si sono esposti più volte, sostenendo che nel loro centro non ci sono mai state conseguenze gravi di questo tipo. Non hanno specificato che cosa intendono per “gravi”.
Toccando ferro, di tutte le cose elencate posso confermare solo l’ematoma – un rigonfio dell’occhio che è durato due giorni ed è stato causato più da me che dall’operazione – gli acufeni – che comunque avevo già prima dell’intervento e che spero spariranno il giorno dell’attivazione – e l’alterazione del gusto – sopratutto sulla parte operata, ma che dopo 10 giorni dall’intervento si sta già normalizzando. Beh, sperem!

(parte 2 di 5, continua…)

Annunci